Marco porta Grugliasco a ROMA.
Un caloroso ringraziamento al nostro fotografo senza frontiere; grazie Franco!
Antonio DI PIETRO
Il 19/12/11 si è svolta, in sala consigliare, una serata sul tema del Lavoro col titolo "LA CRISI, IL LAVORO E I LORO EFFETTI".
NO AGLI SPRECHI...Antonio Di Pietro: "Sono qui oggi per dire al Palazzo che ha il dovere di avvertire i cittadini che ci sono quattro referendum ad aspettarli: due sull’acqua, perché vogliamo che sia di tutti e non solo di chi la può pagare, uno sul nucleare, per dire NO alla costruzione di centrali nel nostro Paese e SI a sistemi di energia pulita e rinnovabile, e uno sul legittimo impedimento perché vogliamo che il Sultano di Arcore la smetta di fare leggi ad personam e che al posto suo vada chi vuole badare agli interessi dei cittadini e non soltanto alla propria impunità processuale. Riteniamo che solo un governo impaurito e incapace di assumersi le proprie responsabilità possa rifiutare di riunire in un solo giorno il ballottaggio per le amministrative e i referendum, facendo così risparmiare un sacco di soldi e tempo ai cittadini. Invece loro si sono opposti all’Election day il 29 maggio perché hanno paura del risultato elettorale.
Noi invitiamo i cittadini a far pressione sul governo affinché decida di riunire in un solo giorno le due consultazioni elettorali e, in secondo luogo, ad andare a votare ai referendum anziché andare al mare. Sappiate, infatti, di essere fondamentali per la democrazia. Sappiate che siete gli ultimi e unici rimasti a far valere le vostre idee, perché qui in Parlamento c’è chi si è venduto l’anima per difendere i suoi interessi, senza minimamente pensare a voi!"
Sottoscrivi anche tu la petizione per l'Election day

Una grande battaglia per la Giustizia e per mandare a casa, democraticamente, Silvio Berlusconi. È questa la mission annunciata dal presidente del’Italia dei Valori, Antonio di Pietro, durante la conferenza stampa di presentazione della campagna referendaria, che si è tenuta questa mattina alla Camera dei deputati, e alla quale hanno partecipato anche il portavoce del partito Leoluca Orlando, il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi e il capo dei senatori Idv, Felice Belisario.
“Bisogna votare il referendum contro il legittimo impedimento il 29 maggio prossimo, nello stesso giorno in cui si tiene il ballottaggio per le elezioni amministrative”, ha detto Di Pietro che ha insistito sulla necessità di unificare il voto referendario con il secondo turno delle amministrative e ha ''intimato'' al ministro del'interno, Roberto Maroni di non cercare di spostare la data della consultazione popolare a giugno.
Oltre al legittimo impedimento, i cittadini saranno chiamati a votare anche per il referendum contro il nucleare e per i due quesiti sulla difesa dell'acqua pubblica.
Quello politicamente più rilevante, come ha sottolineato il leader Idv, riguarda il legittimo impedimento perché mirato a mandare a casa Silvio Berlusconi che ''ancora una volta è alla ricerca della scusa del diavolo per non comparire davanti ai giudici per i processi che lo riguardano''. ''Il voto referendario - ha sottolineato Di Pietro - è il naturale sbocco politico della protesta di piazza che sta montando contro Berlusconi. Ma il giochino del premier è non sentirla: peggio di Mubarak, che la piazza ha dovuto ascoltarla al punto che si è dimesso''.Di Pietro ha sottolineato con forza che “scegliere una data diversa dal 29 maggio sarebbe una abuso di potere da parte di Maroni. Non solo per ragioni di opportunità politica, ma anche perché verrebbe inferto un vulnus alle casse dello Stato alle quali il voto 'differito' dei referendum costerebbe non meno di 350 milioni di euro. Non scegliere quella data – ha rimarcato il presidente Idv - sarebbe una rapina ai danni di tutti per finanziare una truffa della democrazia. I referendum sono l'unica via per mandare a casa Berlusconi e il suo modo di fare politica, senza giochi di palazzo e in modo democratico. Lui lo sa e per questo - ha messo in guardia Di Pietro - cercherà di ostacolarli”'.
Porteremo in Europa la legge vergogna sul bavaglio. Faremo capire, punto per punto, in che modo questa legge impedisca ai magistrati ed alle forze dell’ordine di contrastare il crimine, soprattutto quello più pericoloso. Una legge in favore della criminalità organizzata. Spiegheremo come questa legge metta in pericolo gli stessi interessi dell’Unione Europea consolidando le mafie transfrontaliere, il riciclaggio del denaro sporco, le corruzioni e le truffe comunitarie ed indebolendo la lotta al terrorismo. Illustreremo come questa legge imponga il bavaglio alla libera stampa – con una vera e propria censura di stato – impedendo il racconto dei fatti. Faremo capire come il regime italiano voglia i mass-media propaganda e non luoghi in cui narrare fatti e consentire la formazione di un pensiero libero. Del resto: “non più penso dunque sono”, bensì “meno penso più conto”. Racconteremo all’Europa il disegno strategico attraverso il quale il governo Berlusconi sta svuotando la Costituzione Repubblicana portando l’Italia fuori dall’Europa. Racconteremo come si stiano restringendo gli spazi di libertà e come stia crescendo l’insofferenza per tutto ciò che è diverso dal pensiero unico dominante ed in che maniera si stiano raffinando le tecniche di criminalizzazione del dissenso. Racconteremo all’Europa di come stiano distruggendo gli organi di garanzia mortificandone struttura e funzioni, concentrando il potere in poche persone. Racconteremo all’Europa l’attività di smantellamento della scuola, dell’università, della ricerca, dell’arte, della cultura. Il dissanguamento dell’identità di una nazione. Racconteremo di come il fondatore della dittatura con il sorriso sogni che l’Italia diventi un’unica grande SPA, in cui il profitto illegale sia il motore della nazione. Spiegheremo all’Europa come vengono distrutti quei magistrati, giornalisti, servitori dello stato, cittadini che non piegano lo schiena al Pinochet del terzo millennio. Narreremo di come l’attentato costante alla Costituzione stia avvenendo, in modo illegale ed illegittimo, attraverso legislazione ordinaria, senza un’adeguata difesa dei principi costituzionali e delle norme cogenti scritte nella Carta – nata dalla Resistenza - da parte di chi dovrebbe porre argine ad una deriva autoritaria, illiberale e peronista. Racconteremo all’Europa anche di una parte dell’Italia che resiste e che vuole rimanere in Europa; faremo capire che il popolo italiano si sta mettendo in movimento e non farà passare il nuovo fascismo. Narreremo all’Europa che amiamo la libertà, l’uguaglianza e la solidarietà. Che abbiamo nel sangue, quindi, le stesse fondamenta dell’Unione alla quale vogliamo rimanere ancorati, fermando la deriva autoritaria dei poteri forti che vogliono trascinarci nel baratro per consolidare, ancora di più, il loro potere illegale intriso di mafia e corruzione. Chiederemo all’Europa di aiutarci!
Luigi de Magistris
2003 – a Grugliasco con la raccolta differenziata porta a porta si passa alla Tariffa Igiene Ambientale (TIA)
Il Ministero delle Finanze decide che sulla TIA è dovuto il 10% di IVA
2009 - La Corte Costituzionale afferma che l’IVA sulla TIA è illegittima
COSA FARE??
È possibile chiedere il RIMBORSO al consorzio che ha emesso le bollette (nel caso di Grugliasco il CADOS). Per informazioni telefonate al 345-4404791.
N.B. I tempi del rimborso dipendono dalle decisioni del Governo.
IL RISCHIO
Il Popolo delle Libertà al Parlamento ha proposto un emendamento che rischia di annullare il rimborso. Sta tentando di inserire una nuova tassa equivalente per evitare di restituire l’IVA. Un vero colpo di spugna e una presa in giro.
L’ANTIDOTO
Italia dei Valori Grugliasco è a disposizione per tutte le informazioni e il nostro gruppo parlamentare si batterà a Roma perché il rimborso dovuto ai cittadini non sia cancellato con un tipico gioco delle tre carte.
Italia dei Valori Grugliasco – sempre dalla parte dei cittadini
Volantino: